panta rei, ma resta lì">panta rei, ma resta lì
E' una cosa a volte fastidiosa spostarsi.
Quando stai troppo tempo qui, tornare a casa è una tortura e quando stai troppo tempo a casa è una tortura tornare qui.
però, alla fine, non è cambiato nulla.
Appena ho aperto la porta della mia stanza, che stranamente non ha cigolato come quella di un casolare abbandonato, sono stata investita da *casa*. Il posacenere che avevo dimenticato sulla scrivania due mesi fa si è dato da fare per regalare un olezzo da vagone fumatori alle mie quattro mura, il disordine è inspiegabilmente aumentato in maniera esponenziale, come se gli oggetti, i libri, la tv, il divano si siano messi ad organizzare party e feste di compleanno in mia assenza per tornare ad essere inanimati al rumore della mia chiave nella toppa.
il portiere, la rompicoglioni dell'alimentari e addirittura i cinesi a 50 cent mi hanno chiesto dove fossi stata come se la cordialità fosse tornata di moda durante la mia assenza. che poi, non vengo certo a dirlo a te, jackie chan, dov'è che sono stata sti novanta giorni.
i miei amici di li' mi chiamano per assicurarmi che niente è cambiato e i miei amici di qui mi raccontano che niente è cambiato. almeno alcuni, quelli che chiamano.
si, niente è cambiato. la mia casa è deserta come ogni fine settimana e io posso urlare saltare parlare da sola come al solito. ho preso immediatamente la febbre. ho 28 esami in dieci mesi come al cepu ma senza cepu. sul mobiletto c'è un bel mucchietto di bollette (che poetessa). nel frigorifero non c'è niente così non spendo troppi soldi e perdo i chili che ho accumulato, salvo poi dovermi necessariamente cucinare la pasta alle quattro di notte per non morire. ho la patente ma prendo ancora i mezzi pubblici e gli estranei ancora mi assillano con le loro tribolazioni. l'umidità è al 94%. il cucchiaino è ancora incollato nella tazzina del caffè e sembra che sia l'unico a non aver partecipato al party tenutosi in mia assenza. i vicini mi spiano, quelli di fronte. quelli accanto urlano. dimentico luci accese, sbaglio piano con l'ascensore, ho paura di uscire di casa.
si è tutto come prima.
come se non me ne fossi proprio andata.
a parte un paio di dettagli.
irrilevanti credo, perchè proprio non mi vengono in mente.
sono aperte le prenotazioni per le giornate in mia compagnia.
affrettatevi. disponibile fino ad esaurimento nervoso.
ah ah ah!">ah ah ah!
se pensate che finalmente io abbia ritrovato il mio essere brillante, il mio sarcasmo, il mio acume e la voglia di scrivere qualcosa di interessante,
VI SBAGLIATE!
tutto quello che volevo dire è che..
l'hanno data anche a me quella cazzo di patente. cazzo.
e ora tornerò all'ovile che sono due mesi e venti chili che sono qui.
ah! ma ci torno con le ruote.
saaaturday. e mi scuuuso per gli erooori.">saaaturday. e mi scuuuso per gli erooori.
che in realtà io ero tornata a casa per prendermi la patente, non tredici chili.
il problema è che qui, nella valle dell'alcolismo incalzante, star lontani da un bicchiere è più difficile che rimanere in apnea per settanta minuti.
i miei nuovi compagni d'avventura, che, come mi si suggeriva hanno nomi che ricordano le maschere della commedia dell'arte, son davvero artisti della commedia.
durante la settimana la tiritera è sempre quella quindi, ma da un mesetto buono si è deciso di istituire IN PIU', un nuovo credo, festività, tradizione, chiunque la chiami come gli pare : il SAAABATO.
il saaabato consiste nello stravolgimento conscio e non dell'andamento settimanale.
demotivati e stanchi per differenti motivi ed agenti atmosferici ci siamo riuniti in una triade SAAABATESCA che prevede l'esistenza di un Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Sabato Sabato e Sabato.
Le regole non sono parecchie se non quelle di Campeggiare durante il sabato sabato sabato con un bicchiere incollato alla mano riempito di qualsiasi cosa, mai vuoto, con la bocca anestetizzata e completamente incapace di avvertire qualsiasi tipo di sapore, con qualcos altro incollato alle dita dell'altra mano, pranzare più o meno ogni tre ore e avere una media di due minuti IN PIEDI di sonno per ogni saaabato.
non ci sono orari, non ci sono famiglie da onorare, non ci sono impegni se non il gran premio o il moto gp alle sette o alle quattro del mattino, non ci sono letti, non ci sono connessioni causa-effetto.
A lungo andare gli effetti collaterali iniziano a diventare invadenti
*madò oggi è di nuovo saaabato, non posso farcela*
*ma che ore sono?*
*ma oggi è sabato o lunedì?* *no è venerdì* *cazzo domani dobbiamo bere di nuovo*
*ehi dove siamo?*
*ho fame perchè non mangiamo qualcosa* (con un panino in mano)
*dove cazzo stiamo andando*
*ho perso le chiavi della macchina* *no ce le hai appese al pantalone* *ehi ma non sono le mie*
*cazzo che bella felpa che mi so comprato.. no aspè.. EHII DI CHI E' QUESTA FELPA?*
*andromeda passami il posacenere* *adriana, sono adriana come te lo devo dire peppe?* *sono giovanni non peppe, come te lo devo dire adelaide?*
*ehi giulio questi ventiquattro ultimi giri te li paghiamo domani* *domani sono chiuso* *perchè?* *oh è domenica è da ieri che state seduti qui* *ah*
*vado a fare pipì* *ok ... ehi.. il freno a mano.. il freno a mano.. IL FRENO A MAAAAAA....BAM!*
*cioè capito.. io volevo dire eh.. mmm eee si eh che io te l'avevo detto!* *appunto!*
*no che mi sbirti!* *EH?!*
posto di blocco, paletta verde che fa segno di procedere. si accosta, ci si ferma, si abbassa il finestrino e quasi con gli occhi chiusi *OH, ma che ci hai fermato?* e si riparte leggendo lo sconforto negli occhi del carabiniere. e tirando un sospiro di sollievo per il mancato ergastolo.
*ciao gennaro* *e chi sei, e poi io mi chiamo TONIO*
e tutte quelle "gag esilaranti" solite di chi comincia a perdere tutti i riferimenti spazio temporali possibili.
certo, il racconto e la descrizione di questi inverosimili personaggi (che oltretutto non ho fatto) sono molto molto molto meno grotteschi di quanto in realtà siano i documenti audiovisivi in mio possesso.
la sensazione è comunque quella di una giornata infinita.
ad esempio questo saaabato, tre giorni fa, ovvero il primo sabato di questo saaabato, c'è stata una devastazione a suon di manifestazioni fintofilocomunistenuovotrendquiamatera che non abbiamo assolutamente calcolato ma che sono state come al solito uno dei tanti spunti per dire *ehi qui si festeggia!*
poi ad un certo punto via ad una festa compleanno/laurea/diploma/onomastico/anniversario di matrimonio di cui non abbiamo messo a fuoco nè il festeggiato nè ovviamente la motivazione in cui si sono verificate strane coincidenza astrali che hanno portato a rotture di occhiali, ingurgitamenti incogniti, affumicamenti vari, conoscenze eccentriche e situazioni paradossali. (il saaabato prima non si sa come sono ADDIRITTURA arrivata in campagna di Parziale, IO, e questa la capisce solo chi conosce)
e poi via fino al mattino quando ci si sono proposte salsicce e pane appena sfornato alle sei. una colazione sostanziosa, per assorbire i 45 litri di vino accompagnati dai trenta di martini e i venticinque di rhum.
alle sette e mezzo torni a casa, ti infili il pigiama guardi sciumacher fondere il motore e vai in cucina per bere qualcosa di non gassato e non alcolico tipo l'acqua e incontri la madre *non andare DI NUOVO a dormire che dobbiamo andare A PRANZO da zio*
a pranzo?!
e hai pranzato mezz'ora prima.
e via da zio a infilarti qualsiasi cosa in bocca e brindare per la partenza del parente.
e stasera che si fa che è di nuovo saaaabato?
mah..*andiamo in spaghetteria*
quindicimila chili di cibo accompagnati da quindici litri di vino, quello locale che non si beve ma si mangia, accompagnati da quindici litri di birra accompagnati da quindici litri di martini accompagnati da quindici litri di amaro accompagnato dagli accompagnatori.
che anche i camerieri erano ubriachi perchè se chiedi gli Spaghetti Dante, ti portano la pizza dolce ai frutti di bosco.
certo, se per ogni categoria di cibo inserisci una portata dal nome Dante, far confusione è più che semplice.
*e adesso?*
*andiamo in un pub*
alè.
ma oggi non ce l'abbiamo fatta a vedere l'alba e dormire sui soliti divanetti scomodi dalle sette alle sette e un quarto..nè a far colazione con suini o spaghetti aglio e olio e altre cose fritte chè ci siamo sentiti tutt'a un tratto piuttosto provati.
c'è chi dice che uno torna a casa per rilassarsi.
a me sembra di essere partita per la guerra.
che un meeeese e meeezzo di saaabati è degno di un addestramento militare.
e se guardo in basso non mi vedo più i piedi pur essendo un poco delicato quaranta.
questa è l' essenza e la sinossi a grandi linee del Saaabato con le dovute ed eventuali varianti.
ma il succo (75% vol.) è quello.
se volete iscrivervi fate pervenire i versameti al Bar dell'edera entro il prossimo saaabato.
e vi assicuro che le parti divertenti me le sò dimenticate.
tutte.
pole position">pole position
ecco, è ufficiale.
non ho investito nessuno, nè tamponato file di macchine ignare posteggiate in quintupla fila, ma ciò non toglie che guidare la macchina non sia proprio il mio campo.
ah! beato motorino e beati i tempi in cui c'era da coordinare solo una mano e ogni tanto qualche dito per frenare.
beati i tempi in cui i piedi servivano solamente per poggiarli a terra e non cadere rovinosamente in qualche pozzanghera.
se i miei piedi fossero stati capaci di muoversi indipendentemente dalle mie mani non avrei di certo lasciato il corso di batteria e a quest'ora suonerei meglio di Portnoy.
ho un grosso problema con la frizione "ascolta la macchina ascolta, ti accorgerai quando devi lasciarla"
eh?
io mi accorgo che ho sbagliato solo quando la macchina si spegne.
il mio istruttore mi tratta come un'idiota totale :
"per ripartire devi mettere la..?"
"prima"
"la..?"
"prima"
"la...?"
"...prima"
"la...?"
".....prima?"
"brava"
"..."
sono alla mia terza guida e no, non sono esageratamente imbranata, per lo meno non più di quanto immaginassi ma sta di fatto che andare in macchina mi rende nervosa e irascibile. ci sono tutti i presupposti per cui io diventi una di quelle che fanno partire raffiche di parolacce e oscenità non appena si mettono al volante "vecchia bastarda non lo vedi che è rosso?" "bambino mongoloide che non sei altro perchè a pallone non ci giochi in autostrada?"
troppe cose a cui pensare piedi mani cambio. i pedali sono tre ma io mi sento come se fossero dodici.
ho la netta tendenza ad impanicarmi su tutto quindi l'abitacolo di un'auto è un terreno fertile.
ho il viziaccio di andare nel pallone appena sbaglio qualcosa e la mia prima reazione è quella di lasciare tutto e cominciare a dire *oddio oddio*. ed ho appena imparato a fare solo questo e non coprirmi più gli occhi con le mani urlando *siamo morti siamo morti*.
l'istruttore si è mostrato sorpreso, forse non aveva mai visto nessuno pensare queste cose a voce molto, molto alta.
ho girato tutta la cittadella, senza far danni, per tre giorni di fila. e oggi anche con il diluvio universale.
ho scansato gli stronzi, le vecchie, i bambini, i bidoni e i segnali.
ma ogni volta che scendo da quella macchina le gambe mi tremano e mi viene voglia di genuflettermi e ringraziare Dio per aver risparmiato me e il mio istruttore.
vado">vado
vado a sbrogliare matasse,
chiarire equivoci,
curare malattie,
disinfettare ferite,
colorare il nero,
smacchiare il bianco,
svuotare i cassetti,
riempire le valigie,
ascoltare la madre,
medicare il padre,
risolvere rebus,
sparare al cattivo,
premiare il buono,
sputare il veleno,
ingoiare il cibo,
costruire la casa,
radere al suolo la scuola,
schiaffeggiare con un guanto.
insomma, vado in vietnam
ci vediamo tra un mesetto, granata più, granata meno.
i fumi del sakè">i fumi del sakè
"mi porta un'altra porzione di sushi come quella di prima?"
"pozzione eh?"
"porzione di sushi, piatto di sushi, vassoio di sushi, quello che vuoi di sushi"
"eh! ehehehe"
k : "adriana non ti innervosire"
è incredibile come di tutta la frase l'unica parola che il giapponese non abbia capito sia stata proprio quella nella sua lingua.
"come questa" e indico il vassoietto vuoto "SU SHI".
ed ecco il suggerimento geniale che mi giunge dal mio commensale
k : "prova a mettere l'accento da un'altra parte"
"..."
k : "perchè?"
"ci sono solo la U e la I, dove vuoi che lo metta l'accento, sulla S? e poi, voglio dire.. non capisce sùshi vuoi che capisca sushì? a questo punto posso ordinare anche uno starnuto."
mi sono imbattuta di nuovo in un cameriere ubriaco.
un pò come quello che, in un ristorante cinese tanto tempo fa, cercava di farci capire *zuppa* ripetendo ansiosamente *PLOTO* e che ci spostava, ogni volta che passava vicino al nostro tavolo, piatti e salsa di soia senza un preciso perchè.
et voilà">et voilà
rieccomi.
e roma è talmente vuota che posso sdraiarmi sulla prenestina senza essere investita.
strambi lavori">strambi lavori
la *condicio sine qua non* per essere uno studente fuorisede tipico è quella di essere sempre e comunque senza uno sputo di denaro.
è per questo che alla galleria di stranezze della giornata si è aggiunto una sorta di *lavoro part time* da fare (inizialmente) per lo più durante le insignificanti decine di ore di buco sui prati dell'università tra una lezione e l'altra. E' un *lavoro* carino e divertente per certi versi, odioso per altri, come tutti i lavori. Allora cosa c'è di strano? oh niente, se non fosse che il mio *lavoro* consiste nel fare pubblicità ad un sito di annunci gratuiti, bakeca (non si perde occasione!) regalando in giro volantini e gadget che inevitabilmente provocano un certo tipo di reazioni.
si perchè il mio *lavoro* consiste nel distribuire, inizialmente solo nei paraggi universitari e ultimamente anche al popolo friendly di trastevere, CARTINE FILTRINI e PRESERVATIVI.
bhe certo non si poteva sperare che io distribuissi portachiavi, penne, matite o una qualsiasi altra cosa un pò più banale. La gente se ne strasbatte della motivazione per cui li rifornisci di questo tipo di articoli, oltretutto i più quotati sia all'università che a trastevere, ma non mancano espressioni di gioia, di stupore, banalità e tutto il resto. ti accolgono come madre teresa di calcutta a volte, altre ti trattano male e con sufficienza fino a che non si accorgono che oltre lo schifoso volantino ci sono COSE GRATIS su cui mettere le mani. ed in quel caso, inutile dirlo, vado via senza lasciargli niente dandogli pure degli stronzi.
poi la mia *collega* mi ricorda che "devo essere simpatica".
"salve posso lasciarti questo?"
"anvedi aò ee cartine e stavo pe annà a comprà m'hai salvato aaa vita"
"salve posso lasciarti questo?"
"ma chi tte manda, ddio?"
"salve posso lasciarti questo?"
"che me stai a dì che devo scopà deppiù?"
"salve posso lasciarti questo?"
"che è?"
"un sito di annunci gratuiti"
"eh ma io sò aggente immobbiliare"
"..."
le reazioni sono le più disparate.. una volta mi hanno chiesto se sponsorizzassi CIBO PER CANI. Bhe perchè cosa ci sarebbe di strano se i gadgets forniti da Eukanuba fossero cartine e filtrini piuttosto che un collare antipulci per il tuo amico quadrupede?
"salve posso lasciarvi questo?"
"eeeh pure i preservativi.. nooo a lui no je li lascià nu jeee servonoooo". simpatiche ed originali gag tra amici virili.
"salve posso lasciarvi questo?"
"mazza ma che davero, giochiamo ai gavettoni?". questa, vi giuro, non l'ho capita.
è comunque un modo per costringermi a parlare con la gente, in particolare con gente che di mio non guarderei neanche in faccia, che gira con una scritta in fronte "guarda che io di sicuro sbaglio tutti i congiuntivi". A volte si trova gente che, per quanto scontata nel contenuto, riesce perlomeno ad essere più originale e simpatica del resto della folla, che io riempio di roba piuttosto che darla a qualcun altro molto più irritante. Comunque, statisticamente, le tre reazioni che meglio identificano l'utente medio da me incontrato durante *l'orario di lavoro*, sono proprio tre, dette a rotazione, IDENTICHE, su un campione di un centinaio di soggetti di sesso maschile.
1. "ciao posso lasciarti questo?" "anvedi ee cartine, ma che c'hai pure aaa robba da mette dentro?"
2. "ciao, posso?" "che è?" "un sito di annunci" "ma che c'ho trovo er nummmero tuo qua sopra?"
3. "ciao, posso?" "che me dai i preservativi? ma che l'usiamo nzieme?"
sembra che si mettano d'accordo per usare gli stessi vocaboli gli stessi avverbi e via dicendo. cazzo, ma almeno cambiate battuta! mi è capitato di riincontrare le stesse persone che hanno rifatto le stesse battute.
poi la gente attacca bottone..
sono stata bloccata in una conversazione indesiderata con un tizio che non ho ben capito se fosse uno studioso di biologia marina o un pescatore.
"eh, io so stare fino a tre minuti in apnea"
"...."
ci ho provato anche io, ma solo per cercare di svenire e creare un diversivo.
insonnia via cavo">insonnia via cavo
i miei amici sono usciti, io no.
considerando che di amici ne ho tre o quattro e per il resto, la mia rubrica telefonica è piena di nomi che non associo a nulla e di nomi che associo a situazioni meno piacevoli di un rutto di un vecchio in faccia, in questo momento sono estremamente sola.
che poi non è vero, ma mi diverto di tanto in tanto a ricoprire il ruolo della donna sola che si veste carina per una telefonata, neanche una videochiamata.
comunque sia, il problema di fondo non è il fatto che io sia sola in questo momento (anche perchè dovrei decidermi a studiare..), quanto la tristezza della motivazione di questo vuoto attorno a me.
probabilmente se non mi fossi svegliata alle quattro e mezzo del pomeriggio senza capire bene che giorno fosse a quest'ora non sarei in casa.
ma il peggio deve ancora venire.
la causa della tarda levataccia è da ritrovarsi tra la produzione cinematografica italiana nel biennio '86/'88.
dopo una serata fuori con I MIEI AMICI (vd. sopra) che quindi esistono davvero, posso assicurarvelo, al mio rientro, intorno alle 4 ho messo il pigiama e acceso la tv per battere la mia solita insonnia.
la mia solita insonnia non sono riuscita a batterla e ho visionato per intero, fino alle sei del mattino circa, i due film peggiori che potevano capitarmi sotto gli occhi durante questo grave attacco di produzione autonoma di caffeina delle mie ghiandole varie.
"Sposerò Simon Le Bon" e "Ciao mà".
il primo : ragazzina psicopatica CONVINTA che da grande sposerà simon le bon dei duran duran. durante il festival di sanremo in cui furono ospiti, lei, inizialmente in crisi per non essere la figlia di pippo baudo per poter conoscere suo marito facilmente, fugge a milano, si finge della stampa, si spezza un piede e viene ricoverata nello stesso ospedale in cui è stato ricoverato CON LA STESSA FRATTURA indovinate chi? simon le bon.
non riesce ad incontrarlo, ma in compenso, torna a casa con la radiografia del piede di suo marito e si mette con un ragazzo che, dimostrando una grande autostima, accetta di farsi chiamare da lei, simon.
e si fa anche mettere un orecchino come lui.
"ciao mà" : storie che si intrecciano nello splendido scenario dell'arrivo a roma del c'èchidiceno tour di VASCO ROSSI.
...
ehi..">ehi..
non è che per caso,
qualcuno
ha un bioritmo decente da prestarmi?
o da affittarmi, se proprio siete speculatori.
cogito ergo non so che farci">cogito ergo non so che farci
in effetti forse è giunta l'ora di aggiornare un pò queste fatiscenti memorie.
sono stata travolta da mille cose da fare e oltretutto avevo ben poco da dire..
Adesso esco troppo tardi dall'università per potermi concedere una vita e per avere quindi aneddoti da condividere..esco da quella gabbia di matti quasi ogni giorno alle dieci di sera. Se continua così pretenderò una laurea con punteggio e tariffa notturna. come per i taxi. o al massimo insieme alla laurea voglio sette euro in piu'. come i taxi.
ormai l'unico tempo libero che ho non mi permette di godere della luce del sole. un pò come nosferatu. e sono anche un pò intontita per questi orari strani che mi costringono a studiare, mangiare, vedere film o qualsiasi altra cosa durante la notte.
mi rimane la notte.
C'è un mio amico. Lui lavora di notte. Bhè dovreste vederlo.. ha il jet lag da tre anni e non ha mai preso l'aereo.
Quella università mi sta distruggendo..
a compilare le tabelle degli orari ci sono senz'altro scimmiette in frac o il cappellaio matto di alice nel paese delle meraviglie. NULLA coincide.
o meglio, TUTTO coincide. Alla stessa ora in due aule diverse ci sono due lezioni da seguire. le aule vengono cambiate e spostate. vengono nominati nuovi docenti. gli appelli d'esame spariscono misteriosamente e così via. tutto sapientemente notificato e comunicato ai 4000 studenti del mio corso attraverso l'efficacissimo, ma anacronistico, modello POST IT.
ebbene si. sotto annunci di affitti. annunci di cerco-lavoro-vi-prego-aiutatemi. annunci di mi-vendo-tutto, a ben guardare c'è un post it che avvisa che la lezione è saltata o che il corso da seguire è di un altro docente. BHE? cosa c'è di strano? è OVVIO che il problema è tuo se non sei informato.
L'ubiquità poi, è un requisito necessario alla Sapienza. dovrebbero fare i test d'ingresso sulla possibilità di ogni studente di essere in 4 luoghi diversi nello stesso momento. Almeno, in questo modo, sarei stata scartata subito.
Gli esami poi, lasciamo perdere. "LE DIAMO UN CREDITO. LEI STUDI BENE QUESTI 24 LIBRI". un credito? due crediti? 18 libri?. per arrivare a 180 e rotti crediti formativi della tanto desiderata laurea fai davvero prima a raccogliere i punti della vodafone. per lo meno non te ne danno uno per volta.
i corsi a volte vengono strutturati nei modi più assurdi.. esempio:
1° lezione. "salve.questa è scenografia virtuale e questo è dreamweaver."
2°lezione."dovete crederci dovete crederci"
3° lezione. "portatemi un sito internet per domani"
O__O ah bhe. adesso si che siamo tutti web master.
Tutto questo sarebbe sopportabile in vista di un titolo di studi che sancisca la tua competenza in un qualsiasi campo nato dopo il diciannovesimo secolo.
invece no. L'umanistico nel secolo dell'informatica. L'umanistico nel secolo della comunicazione globale. Platone nel secolo di Bill Gates.
"Bhe, dai Adri, in fondo è cultura".
Già sentito, mi suona di deja vou. Me lo sono ripetuta da sola per cinque anni di liceo classico..annegando tra spartani ateniesi e persiani.
E ci sono ricascata con tutte le scarpe.
E' cultura, non la disprezzo. La amo, così come amo i libri.
Ma per quanto tempo potro' continuare ad illudermi che in questo secolo e in questo paese conti qualcosa?
al massimo dieci minuti.
"Continua adri, studia a mamma, è tutta cultura".
Bhe ho capito sono ventidueanni che leggo qualsiasi cosa sia stampata.
Che cazzo devo diventare, Seneca?!
i tre cassetti">i tre cassetti
io non ho un cassetto delle medicine come tutti.
io ho tre o quattro cassetti delle medicine a seconda delle stagioni.
in estate primavera ci sono le allergie le punture di insetti mentre d'inverno ci si concentra di più su antinfiammatori tachipirine vivinc.
quindi la quantità di cassetti è variabile a seconda dei deficit immunitari di ognuno e le inclinazioni ad essere bersaglio di insetti in primavera o dei virus dell'influenza nei mesi freddi.
comunque sia ho tre quattro cassetti di medicine.
pronta per ogni evenienza. crema per le ustioni se la mia casa dovesse andare a fuoco o io stessa, per autocombustione dovessi diventare un fiammifero. antibiotici per almeno il 90% delle malattie possibili di quelle che se mai dovessero venirti la prima cosa che pensi è "cazzo sono sfigatissimo".
una provvista di garze e bende che neanche dovessi partire domani per il vietnam o mi picchiassero ogni sera prima di rientrare a casa.
insomma, adesso sto facendo una raccolta punti e mi regaleranno un defibrillatore da viaggio, che non si sa mai.
la verità è che non avevo un bel niente da dire ma non scrivevo niente da un pò e non volevo perdere i fans.
wonderland